GLI ATLANTICI di Niccolò Tucci, Garzanti, 1968, pp. 311, cm 13x19,5.
Un libro intriso di sfoggio estetico in forma di racconto ibrido, un po’ biografia e un po’ favola, un po’ romanzo e un po’ saggio, un po’ una cosa seria e un po’ uno scherzo, dove ognuno di questi confini si percepisce esserci ma non lo si distingue chiaramente. La vicenda si svolge nella Lugano alto-borghese degli inizi del ‘900, residenza di industriali italiani ed esuli dell’aristocrazia russa e la voce narrante è un bambino, figlio di una famiglia il cui padre è, appunto, un industriale italiano originario del meridione e la madre un’aristocratica russa divorziata. La voce è immediatamente surreale e così rimane per tutto il libro. Il bambino parla come un adulto cinico e smaliziato e le vicende assumono tinte grottesche sullo sfondo dell’Europa che si avvicina alla Prima Guerra Mondiale. Il libro presenta dei piccoli segni di usura e degli strappetti sulla sovracopertina; l'interno tuttavia è in ottime condizioni.



















